Generale

Pensieri, parole…la testa e i suoi scherzi.

Metropolitana, esterno giorno, tutto scorre dal vagone che slitta sulle rotaie come burro sul pane appena tostato, sguardi, occhi persi, persone con pensieri , persone che leggono persone che vivono ma non sanno il perché si trovano in questo posto.
Il viaggio in metropolitana è solo un modo per spostarsi ma nello stesso tempo è come se ad ogni corsa lasciassi una parte di te , come se qualcuno o qualcosa assorbisse parte della tua aurea, la tua energia, del tuo esistere ma, non si comprende bene cosa ti stia accadendo, preso dai diversi motivi e quello che ti aspetta di fare, il cellulare, l ultimo appunto ma tutto questo è solo parte di un momento, uno squarcio di uno dei tanti attimi che fanno la giornata e che accumulate a tante altre fanno la tua vita. La vita…
Perché la metropolitana stamane mi abbia fatto questo effetto, non lo so bene e non credo sia stata cattiva digestione o cibo guasto ma forse, il fatto di fare cose normali nell’attesa che arrivi la tua fermata, non puoi correre, ne anticipare perché si devono rispettare i tempi delle singole tappe, fermate, tempi tecnici direbbe qualcuno. Un pò come quando ti devi adeguare ai tempi di altri.
Allora, forse qui scatta la riflessione, il non avere la testa troppo intoppata dai problemi della gente, del momento, allora ti soffermi a vedere e in qualche modo a gustare ciò che ti circonda.
Ovviamente la metropolitana milanese non è pulita, mi spiace ammettere che forse quelle estere sono più pulite ma anche questa cosa forse fa parte del folklore dell’ ambiente, tutti i personaggi tirati, sempre stretti coi tempi che snobbano il quotidiano gratis e sfogliano il newspaper “acquistato” oppure chi è tecnologico (o chi no, ma piace pensare di esserlo) tira fuori il proprio “netbook” , l’IPad e sì mica il buon vecchio libro o mastodontico notebook!
Bhe forse sono io che oggi sono particolarmente sensibile, proprio io che sto scrivendo dal mio inseparabile BlackBerry.
Siamo diventati automi per la quotidianità ma chissà perché è poi se presi singolarmente abbiamo tanto molto da dare, da fare moltissimo ma purtroppo massacrati dalla vita ritmata da obiettivi da raggiungere.
Non so se a causa del mio stato di salute mi ha portato a cambiare le proprie priorità ma sono diventato debole, sì perché sembra fatto apposta quando si inizia ad esprimersi ed ad aprirsi capisci che in automatico vieni preso per un debole, uno dove non ci puoi contare anzi da escludere, ahimè che brutto ambiente, il svegliarsi al mattino e riflettere su come ( passa il francesismo) pararti il culo, Dio, Dio mio che forza si deve avere per essere freschi come dei fiori ma essere appassiti dentro…
Bhe sono quasi arrivato alla mia meta, la giornata è calda, molto umida e chissà se nel posto dove sto andando saranno tesi e frenetici come da tradizione cittadina, una cosa è certa attendono me per far ripartire il tutto dare certezze e sicurezze, io il debole il non affidabile.
Quanto avrei voluto la mia reflex per catturare tutte queste espressioni, facce, visi multipli.
Che strana la vita, ma cosa ancor più strani siamo noi, essere umani che chissà di umano ne è realmente rimasto qualcosa, tutti con le proprie micro realtà ma è la nostra realtà e non riusciamo a vedere altro, tipico esempio è abitare da ventanni nella stessa casa e non sapere chi ti sta accanto come vicino di casa e magari ci hai chattato e chiesto l amicizia in uno questi sempre più martellanti social network.
Ora sono nei tunnel della metropolitana sembra correre di più ecco la mia fermata sta per arrivare….

#sonoundiodorato

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