Empatia

prima ,adesso ,poi

prima ,adesso ,poi.

Empatia

1999, Proseguo

Compresi oramai che dopo qualche mese di esami e visite, più andavo avanti e più comprendevo che una cosa era certa.
Qualcosa di cronico mi era arrivato.
Periodi particolarmente stressanti ma, ormai chi non ha stress.
La cosa che iniziava a darmi fastidio era che le persone davanti non davano motivazioni e tantomeno cure…solo “ te la porterai fino a che campi….”
Ed io? Perché ho iniziato a perdere il ritmo sul lavoro e ancor più la vita social iniziava ad essere una “scocciatura” e non più una gioia?
Sì, esattamente, non ritenevo scocciante la “malattia cronica” ma l’evento sociale.
Inizia a scricchiolare il rapporto con colleghi e amici, che poi sia i rapporti che le amicizie saranno perse.
Perché?!
Ti chiudi a riccio (tanto gli altri non comprendono)
Sei di pessimo umore da quando ti alzi dal letto (esatto, quando riesci e magari nemmeno dormito bene perché passata la notte a viaggiare in bagno, dando l’anima…)
Il vero grande e nuovo amico, sì, Water, sempre lì, “stabile” uno che sa ascoltare, che ti sostiene che ti sopporta e sa mantenere il segreto eliminando le tracce…
Grande amico che ad un certo punto ho avuto il coraggio di dire “Dio benedica gli Autogrill” il solo pensiero di studiare ogni volta le tappe con strade con isole di sosta o fare tratti autostradali più possibile, col timore di rimanere bloccato nel traffico cittadino, il terrore dei mezzi pubblici…perché in questi ultimi luoghi elencati non avevo l’amico che potesse soccorrermi prima dell’ “imprevisto”.
Diverse volte e situazioni di enorme disagio, vergogna e timore.
Non uscire più di casa se proprio non potevo evitare.
Entrare in questo circolo dove si perde l’obiettività, vedi solo la tua realtà e non hai più alcuna freschezza mentale, vedi solo il tuo problema, il tuo disagio, il tuo panico.
Qualsiasi iniziativa è annientata.
Anche solo uscire a buttare la spazzatura diventa un’impresa.
Tu sei disorientato. Non riesci a comprendere cosa sta succedendo, il perché, il come, il motivo che ha scatenato la cosa, rendendoti schiavo della situazione, rinunciando alla tua precedente condotta di vita e quella che stai intraprendendo è segnato dalla malattia, ogni singola azione, pensiero idea e iniziativa è condizionato dal tuo stato d’animo, lo stesso, il tunnel.
Che dire? Con il cortisone a dose massicce che prenderò per i prossimi anni, questi stati d’animo verrà alterato, come il mio corpo.

Empatia

Il 1999, l’inizio.

Siamo nell’estate 1999.
Esterno giorno.
Nella periferia di Bergamo, in uno di quei centri commerciali dove iniziavano a diffondersi, non così grandi come siamo abituati oggi, ma quei centri che erano una serie di costruzioni a mo di capannoni, che si entrava e usciva da una marca all’altra, elettrodomestici, mobili e così via.
Io ero appena tornato da un viaggio di lavoro, Polonia.
Stavo facendo un giretto con i miei genitori e mia sorella, non mi sentivo in splendida forma, ma incolpavo al viaggio, al caldo quindi non badavo allo strano fastidio che in quel momento avevo nell’addome.
Con il passare del tempo più che fastidio diventa dolore, fino a rendere incontrollabile lo stimolo a recarmi al più presto a una toilette, un dolore lancinante dall’interno, contrazioni addominali, sentivo dolore al colon, sì proprio quella parte inferiore sinistra della pancia.
Sudore freddo, nausea, rumori provenienti sempre da lì, Dio mio che male, inizia a prendere di sopravvento il panico e non so orientarmi i miei mi guardano preoccupati vedendo cambiare espressione del mio volto da serena e tranquilla a dolorante e in panico, cerco di orientarmi nell’ambiente che mi circonda ma, ahimè succede “l’imprevisto” (lo chiamerò così per dieci anni), non arrivo in tempo in bagno, dolore che svanisce pian piano dopo aver evacuato, ahimè che dramma, in pieno centro commerciale, disorientato da quello che mi stava succedendo e che mi è capitato, i miei frizzati dall’evento mi aiutano e lascio immaginare il viaggio di ritorno il disagio e soprattutto iniziano le diverse teorie come ad esempio, “sicuramente qualche bevanda fredda” oppure “qualcosa che non ti ha fatto bene” e altre diverse ancora ma tutte riguardanti ad alimenti che avrebbero fatto male, intanto anche in macchina sento che il dolore sta tornando, come se dovessi ancora andare in bagno, ancora il dolore si fa intenso e forte, ormai non è più fastidio, cerco di contrarre i muscoli dell’addome, dei glutei, in realtà a nulla serve perché seppur avverto il senso di evacuare per stare meglio (così sembrerebbe) ma trattenermi per arrivare a casa la cosa diventa talmente ingestibile che anche nel viaggio di ritorno mi capita “l’imprevisto” con altro disorientamento.
Arrivato a casa e sistematomi provo a riposare, poi subito le classiche cose, mangiare in bianco (non serve assolutamente a nulla), perché è estate fare attenzione a bere bevande non troppo fredde e così via, fermenti lattici, pensando a mente più serena che si tratta solo di una situazione passeggera.
In realtà questo è solo l’inizio sventurato dei futuri dieci anni da malato di malattia cronica intestinale ma, prima che questo sia capito, curato bene e finalmente recuperare la qualità della propria vita, racconterò diverse vicissitudini e con squarci di vita quotidiana di una persona che soffre di questa malattia cercando di rimanere integrato nella vita “normale” tra i “normali” di questa realtà che viviamo.

#sonoundiodorato

Empatia

Rettocolite e Morbo di Crohn, qualità della vita pessima.

Lo reputo un ottimo spunto per capire il discorso che molte volte non viene compreso per stati d’animo e diverse reazioni che su persone “sane” risulta semplice escludere e non approfondire.
Peccato che è un danno non solo fisico ma anche la qualità della vita viene inficiata fino a distruggere la quotidianità di qualsiasi gesto, compreso anche quello di passeggiare liberamente o godersi la compagnia oltre che fare il proprio lavoro in maniera serena, indipendentemente dallo stress lavorativo che questo può dare.
Una cosa che molte volte viene fatta con “superficialità” è che la gente del settore è troppo frivola nello spiegare queste “malattie” quindi consiglio un centro preparato e con team dedicato.

http://www.amiciitalia.net/
http://www.crohniani.net/
http://www.fais.info/

il centro dove in prima persona mi ha fatto guadagnare vita negli ultimi tre anni :
http://www.humanitas.it/cms/info_salute/ci_prendiamo_cura/mici.html

Più avanti continuerò a raccontare qualche esperienza di gestione della mia vita fino a poco tempo fa.

Empatia

Malattie Croniche Intestinali….

Sottovalutate parecchio.
La vita ha ricominciato a essere simpatica dopo 10 anni.
http://www.humanitas.it/cms/pazienti/ibd.html Ottimo Centro di Riferimento.

Appena possibile racconterò anche gli stati d’animo e tutto quello che succede quando ormai si perde il controllo del proprio corpo.